Alassio non è solo una località balneare; è un’icona della Riviera Ligure di Ponente. È quella rara combinazione di eleganza d’altri tempi, profumo di pini marittimi, salsedine e quella spensieratezza tipica della “Dolce Vita” in salsa ligure.
L’anima di Alassio vive in un contrasto armonioso: da una parte c’è la spiaggia di sabbia finissima (una rarità in Liguria), con i suoi stabilimenti storici dai colori pastello, che fanno da cornice alla maestosità del Grand Hotel Alassio Beach & SPA Resort, una fusione perfetta tra eleganza moderna e tradizione storica. Dall’altra, il celebre Budello: un caruggio lungo quasi due chilometri che taglia il centro storico, parallelamente alla spiaggia, dove passeggiando tra negozietti, antiche botteghe e gallerie d’Art Déco, puoi respirare ancora l’aria di quei giorni gloriosi che hanno caratterizzato gli anni 60, fatti di glamour e focaccia genovese appena sfornata.
La Storia: dalla Leggenda al Turismo d’Élite
Il nome Alassio deriva, secondo la leggenda, da Adelasia, figlia dell’Imperatore Ottone I, che fuggì con uno scudiero di nome Aleramo per vivere il loro amore proibito proprio su queste colline.
Tra la fine dell’800 e l’inizio del ’900, Alassio divenne una meta prediletta dall’aristocrazia britannica (proprio come Sanremo e Bordighera). Gli inglesi lasciarono un’eredità indelebile: ville Liberty, parchi rigogliosi, la Chiesa Anglicana e la Hanbury Tennis Club, che tutt’ora con il parco di dodicimila metri quadrati, che circonda i sette campi da tennis, e l’elegante club house in stile coloniale fanno del circolo un luogo magico.
Nel dopoguerra, negli anni ’50 e ’60, Alassio si trasformò nel salotto buono dell’estate italiana, attirando artisti, scrittori e star del cinema, grazie anche alla costruzione del Grand Hotel Alassio, oggi vero e proprio resort di lusso, dove gli ospiti possono respirare l’aria di esclusività e stile che ha caratterizzato quegli anni.

Qui oggi, per il Grand Hotel di Alassio, transitano visitatori francesi in cerca di un’alternativa più autentica in stile tipicamente italiano, alla Costa Azzurra; Appassionati della Formula 1, che godendosi la tranquillità della riviera ligure possono raggiungere facilmente Montecarlo per il Gran Premio, o giornalisti e star dello spettacolo, in occasione del Festival di Sanremo.
Tra Glamour ed esperienze d’autore
Alassio ha saputo invecchiare con grazia. Non è diventata un museo del passato, ma ha mantenuto quel glamour discreto. Il ritmo della vita, di giorno è rilassato, scandito dal rumore della risacca; mentre al tramonto si accende di luci, vetrine di alta moda e il brusio dei tavolini all’aperto dove gustare i celebri Baci di Alassio (dolci di cioccolato e nocciole) che invadono le vie del centro.



È il posto dove puoi trovare la boutique di lusso accanto all’artigiano che ripara reti da pesca, e dove l’aperitivo si fa guardando l’isola Gallinara che svetta all’orizzonte come una tartaruga addormentata.
Se Alassio ha un simbolo di mondanità, è senza dubbio il Muretto. Nato nel 1953 da un’idea di Mario Berrino (proprietario del Caffè Roma, storico punto di ritrovo dove, ancora oggi, si respira l’aria di quegli anni d’oro in cui i divi sorseggiavano cocktail dopo una giornata in spiaggia. ) e dello scrittore Ernest Hemingway, il Muretto trasformò un anonimo muro pubblico in un’opera d’arte a cielo aperto. Fino al 2013 veniva ogni anno celebrato “Miss Muretto”, lo storico concorso di bellezza che per decenni ha eletto la regina dell’estate, lanciando carriere nel mondo dello spettacolo, come Simona Ventura e Melissa Satta.

Quando si dice Alassio, si dice anche enogastronomia, ossia una tappa obbligata per gli amanti della buona cucina che trova la sua massima espressione nei ristoranti Gazebo Restaurant Gourmet, 18.97 Bistrot e Pizzeria Napoletana, guidati dallo Chef Roberto Balgisi. Un vero talento che con dedizione e coraggio propone una cucina senza compromessi, basata sulla freschezza delle materie prime, l’esaltazione del gusto e una raffinata semplicità, unita al suo istinto creativo, garantendo un’eccellenza culinaria costante.



Roberto Balgisi e la sua cucina, ispirata dalla musica.
Nato a Varese nel 1973, amante degli animali e dello sport, Roberto Balgisi è l’Executive Chef dei ristoranti presenti nel Grand Hotel Alassio Beach & SPA Resort dal 2015, facendone non solo un rifugio di lusso, ma anche una destinazione per gli amanti della buona cucina..
Amo lavorare tutto ciò che mi si presenta davanti. Parto dalla mia tradizione, quella del sole, ne rielaboro vecchie ricette “rinfrescandole.
Da quando da piccolo lo portavano al porto a mangiare i ricci con il pane a quando in terza media ha visto uno Chef su un libro, Roberto inizia pian piano a scoprire questa viscerale passione.
La sua missione è proteggere le materie prime, essendo un fautore della filosofia del “preparato in casa”. Non esiste qualità scontata, ed è per questo che lo Chef non scende a compromessi economici, così da garantire un’eccellenza costante. Per lui la cucina non è un set mediatico, ma un luogo magico dove l’artista dà vita alla sua anima in un transfert concreto tra la creatività e il cibo.

Tra le proposte eccellenti dei suoi ristoranti c’è però quella che non ti aspetti in terra ligure: la pizzeria napoletana. Un trionfo di gusto e genuinità, frutto di una attenta ricerca delle materie prime, senza fronzoli, senza eccessi, ma con una tecnica magistrale, tanto da guadagnarsi i 2 spicchi del Gambero Rosso (il prestigioso riconoscimento assegnato ai locali che ottengono un punteggio di qualità eccellente, ricerca nell’impasto e ottimi ingredienti).
Dal salmone affumicato in un binomio delicato con una mostarda di mele e ananas, alla tartare di ombrina dalla marinatura orientale per finire con un frozen accompagnato da croccanti lamponi disidratati e fatti mantecare nel burro di cacao: i piatti di Chef Balgisi, ispirati dall’incantevole musica di Ludovico Einaudi, sono il suo linguaggio più autentico, che guarda il passato per ripensare il futuro con determinazione e vitalità.




